PROGRAMMA ELETTORALE

“amo chi mi ama”

elezioni comunali di Caserta

5 giugno 2016

 

Bonifica del territorio per tutti i siti inquinati, da individuare con un accurato piano di censimento condotto dalla Guardia Forestale ed associazioni ambientaliste, salvaguardia (cura e tutela) dell’ambiente, con attenzione all’energia pulita. L’opera di bonifica è eseguita a totale carico e responsabilità dei proprietari dell’area. In caso di omissione o mancanza di risorse i beni sono acquisiti al patrimonio comunale. Tali provvedimenti sono applicati anche per i singoli episodi di rifiuti incendiati. Istituzione di un ufficio ispettivo preposto alla identificazione dei proprietari di singoli rifiuti abbandonati. Costituzione parte civile dell’Amministrazione comunale della città di Caserta in tutti i procedimenti giudiziari avviati per inquinamento e deturpamento ambientale;

Promozione del turismo come leva di sviluppo e incremento occupazionale impregnato soprattutto sulla valorizzazione dei beni artistici e storici e delle peculiarità agro-alimentari tipiche del luogo. Particolare attenzione per l’enorme potenziale di sviluppo per l’indotto che gravita sulla Reggia borbonica di Caserta. Per gli itinerari turistici locali e nazionali sarà prevista una sezione speciale per la valorizzazione di “Caserta Vecchia”;

Amministrazione trasparente ed improntata alla legalità verificata dei componenti della Giunta e Consiglio. Un resoconto annuale sarà stilato sui progetti realizzati ed attraverso una consultazione della cittadinanza a mezzo web/internet si acquisiranno proposte. Sarà attuato un periodico monitoraggio sulla condotta dei dipendenti pubblici comunali in relazione a presenza di condanne e procedimenti giudiziari pendenti. Ciò, per impedire l’infiltrazione camorrista ad ogni livello nell’Amministrazione. Adottando le più severe sanzioni previste dalla normativa. Un’attenta politica di risparmio con tagli a spese non essenziali, a consulenze ed alle esternalizzazioni dei servizi;

Tutela e promozione dei prodotti e delle produzioni meridionali e dell’artigianato locale, favorendo mostre, fiere ed esposizioni, interagendo con le realtà delle province limitrofe;

Tutela e valorizzazione dei beni architettonici, artistici e storici del territorio, come leva di sviluppo economico, culturale e legalitario;

Istituzione dell’assessorato all’Identità Storico Culturale Legittimista (appartenenza, coscienza civica e storica, toponomastica, ecc…) con specifici compiti per l’eliminazione dalla città di Caserta di ogni elemento, anche di solo indiretto riferimento, ai simboli e cultura risorgimentale unitaria. L’Assessorato si adopererà per sensibilizzare le città Campane e dei territori del Regno delle Due Sicilie al fine di acquisire a livello istituzionale locale i riferimenti culturali e simbolici dell’Identità Legittimista preunitaria;

Sicurezza dei luoghi e dei cittadini. Potenziamento della rete di videosorveglianza nelle aree a maggior rischio delinquenziale e per la sicurezza. L’Amministrazione comunale della città di Caserta si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari per fatti commessi dalla criminalità organizzata, provvedendo all’espulsione dal territorio dei condannati. Istituzione del divieto di esercitare la prostituzione in luoghi pubblici. Chiusura o trasferimento in aree desolate di attività che offrono alla clientela l’uso di slot machine e giochi di fortuna. Eliminazione del fenomeno dei parcheggiatori abusivi. Presenza di parcheggi a pagamento solo nelle aree d’interscambio e traffico intenso;

Formazione scolastica e politiche giovanili volte ad una maggiore interazione tra le istituzioni scolastiche e formative e le realtà imprenditoriali locali.

Riorganizzazione del sistema trasporti/viabilità e infrastrutture. Dotare il trasporto pubblico cittadino di veicoli alimentati con carburanti non inquinanti (elettrici, biocarburanti) o poco inquinanti (GPL, metano). Attuazione di una politica di riduzione del costo del biglietto attraverso una sistematica verifica dei costi di produzione aziendali.

Riordino e razionalizzazione dell’assistenza socio-sanitaria con l’istituzione di farmacie comunali ed ambulatori medici di volontariato, che sopperiscano alle distorsioni e carenze dei servizi ambulatoriali del SSN. Creazione di comunità per anziani di quartiere che interagiscano con gli asili di quartiere, anche privati. Censimento periodico del flusso migratorio presente sul territorio cittadino, per renderlo funzionale alle esigenze della città di Caserta attraverso un piano di inserimento nella comunità nelle aree urbane e periferiche abbandonate e degradate, onde avviare il loro recupero ambientale, sociale e produttivo;

Rifiuti, attuazione di una politica volta essenzialmente al principio di “rifiuti zero” attraverso la riduzione di imballaggi, alla liberalizzazione della raccolta dei rifiuti differenziati, all’utilizzo di dissipatori per l’umido per famiglie e attività alberghiere e di ristorazione. Il pagamento del tributo per lo smaltimento dei rifiuti sarà proporzionato all’effettiva quantità di rifiuti prodotta;

Sostituzione dell’attuale simbolo della città di Caserta con il legittimo stemma del Regno delle Due Sicilie, che sovrasti la scritta “CASERTA”. Tale logo connoterà ogni elemento identitario della Città e dell’ Amministrazione comunale;

Acquisizione al patrimonio della città di Caserta di tutti i beni realizzati prima del 17 marzo 1861 ed ora appropriati al Demanio. Particolare impegno sarà per il recupero di tutti i beni razziati dal 1861 dallo Stato italiano ad oggi, come la “fontana di Caserta” dalla Reggia di Caserta fu trafugata al Quirinale, insieme a moltissimi arredi della Reggia borbonica;

Politica energetica volta alla diffusione delle energie rinnovabili con istallazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici e privati. Utilizzo delle aree inquinate, non bonificabili, per produzioni non legate all’alimentazione umana ed animale, come quelle nell’edilizia, manufatti, biocarburanti e fitodepurazione ecc…, da affidare a cooperative sociali e di volontariato. Sostituzione dell’attuale sistema d’illuminazione pubblica con impianti a led;

Costituzione di una rete internet Wi-Fi comunale gratuita o a basso costo;

Costituzione di una Azienda di servizi municipale che, anche attraverso la costituzione di un consorzio con aziende private locali, provveda in proprio a tutte le opere di costruzione e manutenzione, che attualmente sono sottoposte ad appalto. Ciò al fine di ridurre i costi delle opere appaltate e l’infiltrazione malavitosa nelle Istituzioni. Obbligo di manutenzione gratuita da parte dell’Azienda aggiudicataria per cinque anni dopo la realizzazione dell’opera;

Istituzione di un franchising municipale per tutte le attività commerciali a dettaglio, che assicurino alla clientela un garantito livello di qualità e prezzi sociali;

Avviare una politica di revisione delle concessioni per il prelievo ed imbottigliamento di acque minerali o naturali del territorio, imponendo adeguate tariffe. Avviare la progressiva municipalizzazione delle sorgenti d’acqua sul territorio per assicurarne il godimento collettivo e per la commercializzazione diretta. La produzione e distribuzione dell’acqua è pubblica;

Sviluppare un’adeguata rete sul territorio di distributori di carburanti non inquinanti, GPL, metano, colonnine energia elettrica, ecc;

Istituzione dell’anagrafe per la cittadinanza identitaria casertana per i casertani emigrati. Prevedendo con opportune convenzioni sanitario-alberghiere di favorire la natalità sul territorio casertano per acquisire lo stato di cittadino;

L’imposizione e riscossione di tasse e tributi sarà prerogativa esclusiva del Comune di Caserta, con l’inclusione della tassa di circolazione per autoveicoli e di quelle nazionali, che gravano o maturano nel comune di Caserta. È revocata ogni autorizzazione ad Equitalia di esercitare la propria attività nel comune di Caserta;

Istituzione dello sportello unico di assistenza: socio-sanitaria, di solidarietà, di sostegno al disagio anche psicologico, imprenditoriale e legalitario. Ad esso ogni cittadino potrà rivolgersi per segnalare situazioni proprie od altrui degne di assistenza pubblica. Gli imprenditori e commercianti o chiunque potranno segnalare nel totale anonimato atti e fatti di usura, estorsione e corruzione.

 

PROGRAMMA per l’INDIPENDENZA

Il processo indipendentista per il ripristino della legittima sovranità, sottratta allo Stato delle Due Sicilie dall’aggressione militare banditesca a tradimento dell’esercito italiano nel 1860, inizierà con la vittoria delle forze politiche indipendentiste alle elezioni amministrative nei territori delle Due Sicilie. L’operazione non comporterà alcuna trasformazione traumatica tale da costituire instabilità politico-amministrativa e di sicurezza. Tutti i poteri esercitati dallo stato della potenza straniera occupante italiota saranno trasferiti alle amministrazioni regionali delle Due Sicilie per poi essere assunti progressivamente dall’amministrazione centrale statale costituente.

PRIMI PROVVEDIMENTI GENERALI

Eliminazione dal territorio delle Due Sicilie ogni simbolo, anche indiretto, che richiami o si ispiri alla potenza straniera occupante italiota.

Risarcimento danni dall’Italia, potenza straniera occupante, per:

· saccheggio ed impoverimento dello stato delle Due Sicilie a decorrere dal 1860;

· danni morali per la sistematica politica istituzionale di distruzione dell’economia, della storia e dell’identità culturale del popolo delle Due Sicilie, costringendolo ad emigrare;

· distruzione del tessuto sociale e culturale del popolo duosiciliano creando ed Istituzionalizzando la mafia, camorra e ndrangheta, assente con i Borbone;

· discriminazione razziale sistematica attuata dal 1860 ad oggi verso i duosiciliano, chiamandoli terroni, africani ed emarginandoli;

· sfruttamento sistematica delle risorse economiche, naturali ed umane delle Due Sicilie trasformandola in una colonia da saccheggiare;

· una classe politica inetta e parassitaria creata al “Sud”, per essere funzionale all’arricchimento nordista e romano ai danni dell’economia e del popolo duosiciliano;

· furto di tutte le riserve di oro ed argento e valuta dalla Banca delle Due Sicilie a favore della Banca di Piemonte e poi di quella italiana;

· danni prodotti dal “piano economico-finanziario italiano per alienare tutti i beni del Regno delle Due Sicilie” a favore del nord Italia, svendendoli a generali piemontesi/italiani, garibaldini, alla nobiltà e borghesia nordista. Fu voluto nel 1861 da Carlo Bombrini, senatore del Regno d'Italia e Governatore della Banca Nazionale del Regno d'Italia;

I danni sono quantificabili in non meno di 1000 miliardi di euro, a ristoro dei danni da guerra d’aggressione non dichiarata e di saccheggio da parte dello stato italiano occupante da 155 anni. Il 20% compenserà il totale azzeramento dei debiti delle amministrazioni pubbliche duosiciliane verso l’Italia;

Confisca di tutti i beni dello stato italiano presenti sul territorio delle Due Sicilie;

Restituzione allo Stato delle Due Sicilie di tutti i beni artistici trafugati dallo stato italiano dal 1860, come il saccheggio delle regge e palazzi borbonici ora appropriati dall’invasore ed esposti anche nel Quirinale;

Istituzione di una moneta, inizialmente solo contabile, ancorata alla fluttuazione dell’euro, per poi essere di corso legale sul Territorio;

Abolizione dell’I.V.A. o sua compensazione con detrazioni per consumi tracciabili;

Abolizione del canone RAI, emittente della potenza occupante;

Riduzione delle accise sui carburanti favorendo quelli meno inquinanti;

Tassazione a due scaglioni: 15% per i redditi fino a 40.000 euro e di 25% oltre;

Istituzione della Borsa Valori delle Due Sicilie, come nel 1860, per la negoziazione di titoli e materie, affiliata ad uno dei maggiori borsini internazionali, da individuare tra quelli svincolati dalla rete delle lobby speculative. Le aziende delle Due Sicilie saranno favorite nella quotazione per consentire loro finanziamenti e per essere all’attenzione di sani investitori internazionali. Saranno esclusi dalle attività e dal mercato finanziario delle Due Sicilie i maggiori gruppi e finanziatori italiani, sempre nell’obiettivo di prevenire una nuova e deleteria colonizzazione;

Detassazione degli utili reinvestiti nelle Due Sicilie per gli investimenti, anche stranieri, nell’industria e servizi, che creino non meno di cento nuovi assunti. Alle aziende italiane o con controllo italiano operanti nelle Due Sicilie sarà vietato ogni beneficio, proposte e casi esistenti saranno valutati singolarmente. Ciò per impedire una nuova colonizzazione con il controllo dell’economia e finanza duosiciliana da parte della ex potenza straniera occupante e prevenire una nuova infiltrazione lobbista massonica, speculativa e criminale italo-savoiarda;

Detrazione fiscali inizialmente solo per il 50% di tutti gli acquisti effettuati in modo tracciabile (bancomat, carte credito, assegni, bonifici ecc..), in alternativa previsti eventuali bonus sulla tassazione locale;

Costituzione della Banca delle Due Sicilie cooptando Banco di Napoli e Banco di Sicilia acquisendo tutto il loro patrimonio a risarcimento dei danni subiti dal loro saccheggio e restituzione dalla Banca d’Italia dell’oro ed argento sottratti alla Banca delle Due Sicilie nel 1863;

Costituzione della compagnia di mutua assicurazione nazionale delle Due Sicilie;

Fitto di basi militari e servitù sul territorio delle Due Sicilie al miglior offerente. USA e Nato non pagano e non beneficiano le economie locali;

Tassazione del greggio e gas, che transita dai gasdotti sud ed est verso l’estero italiano;

Politiche energetiche volte a privilegiare le rinnovabili in un progetto di rendere le comunità locali autosufficienti, anche con l’impiego di micro centrali idroelettriche poste lungo i corsi d’acqua e le principali  condotte idriche. Diffusione d’impianti di produzione d’energia a pale per l’eolico (compatibile con il paesaggio) e per lo sfruttamento delle correnti marine. Produzione elettrica da impianti geotermici e biologici. L’estrazione di petrolio e gas è nazionalizzata;

Nazionalizzazione della rete elettrica per la sua importanza strategica nella distribuzione d’energia e nella comunicazione;

Politiche migratorie, rimpatrio dei “minori non accompagnati”con affido ai loro famigliari (chi paga il loro biglietto agli scafisti? Gli italiani dell’accoglienza?). Rimpatrio di coloro il cui passato legale e professionale non è provato. Accoglienza selettiva finalizzata esclusivamente alla residenza per almeno dieci anni in aree ed ambienti urbano-rurali abbandonati o a rischio abbandono per il loro recupero sociale economico;

Status di Nazione occupata da potenza straniera sarà chiesto alle Istituzioni internazionali dalle Due Sicilie per beneficiare di finanziamenti internazionali senza interessi o a fondo perduto. L’emissione di titoli di stato per autofinanziamento sarà solo a favore di privati duosiciliani;

Legge elettorale per le Due Sicilie, proporzionale puro con sbarramento al 5% e ballottaggio tra i due candidati premier più voti;

Consumo ed uso del territorio sarà possibile solo dopo il completo recupero degli immobili residenziali ed industriali esistenti che versino in stato di abbandono e degrado. Le risorse naturali di tipo estrattivo (acqua, minerali, combustibili) come beni collettivi sono dello Stato;

Tutela del territorio. Dissesto idrogeologico, rischio sismico e tutela ambientale. Nell’ottica di una sana vivibilità e salubrità ambientale l’attenzione è per la prevenzione, che sarà attenta e di particolare repressione. Prevedendo il ritiro della licenza per le aziende che inquinano e per gli abusi edilizi. I sindaci ed i privati avranno l’obbligo di segnalare ogni evento interessato ai fenomeni. Il dissesto idrogeologico sarà contrastato con la cura del sottobosco, rimboschimento, canalizzazione torrentizzia e terrazzamenti, operazioni finalizzate soprattutto allo sviluppo impreditoriale locale ed inserimento di migranti lavoratori. I danni da rischio sismico vanno prevenuti con il recupero edilizio degradato con criteri di costruzione antisismici;

L’INDIPENDENZA DELLE DUE SICILIE

NON E’ UN’UTOPIA

SE CI CREDI ARRUOLATI PER NON ESSERE EMIGRANTE, MA BRIGANTE

ERAVAMO

LA TERZA NAZIONE AL MONDO PER SVILUPPO ECONOMICO ED INDUSTRIALE (1856)

TEMUTI DA INGHILTERRA E FRANCIA

RISPETTATI DA TUTTE LE NAZIONI

ALLEATI DI AUSTRIA E RUSSIA

PADRONI DEL MEDITERRANEO

RICCHI DI ORO ED ARGENTO

ERAVAMO IL REGNO DELLE DUE SICILIE

SIAMO

EMIGRANTI

UNA COLONIA DA SFRUTTARE

IL POPOLO CHE CONSUMA MENO

IL PIL TRA I PIU’ BASSI D’EUROPA

TRA LE AREE PIU’ POVERE D’EUROPA

IL TASSO DISOCCUPAZIONE TRA I PIU’ ALTI

SIAMO IL MERIDIONE D’ITALIA DI ROMA CAPITALE

155 anni di occupazione italiana devono ricordarci i 1223 anni di sovranità

OGGI I TEMPI E LE RISORSE SONO MIGLIORI

LA NOSTRA INDIPENDENZA E’ UN SOGNO REALIZZABILE

SI PUO’ FARE

 

DAI SAVOIA  A  RENZI  UN  SOLO  GRIDO … INDIPENDENZA

“Traditi ugualmente, ugualmente spogliati, risorgeremo allo stesso tempo delle nostre sventure;

che mai à durato lungamente l'opera della iniquità, né sono eterne le usurpazioni …”

Francesco II di Borbone dalla fortezza di Gaeta ai napoletani (Febbraio 1861)

IO CI CREDO

LA NUOVA RIVOLUZIONE CHE AVANZA

GUARDA

VOTO PER L’INDIPENDENZA

perchè ci credo, perché non è un’utopia

Voto Sud Indipendente

499 anni di sovranità con il Ducato di Napoli

679 anni di sovranità con il Regno di Napoli

45 anni di sovranità con il Regno delle Due Sicilie

1223 anni di sovranità

POI

155 anni da colonia saccheggiata ed impoverita con l’Italia

CARLO MARINO SINDACO